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Bambini strumentalizzati
scritto da: Cristina De Grandisin Uncategorized
Bambini di 10, 11 anni che sfilano in strada a favore di Gheddafi sventolando mitra (giocattolo?).
Dalla Libia arrivano anche queste immagini che fanno davvero rabbrividire. Bambini “usati” per invitare alla guerra.
Quando le ricerche esagerano
scritto da: Cristina De Grandisin Uncategorized
Noi abbiamo scelto di non scrivere niente a proposito di quest’ultimo “pseudo” studio che sostiene che i bambini allattati al seno avrebbero un quoziente d’intelligenza più alto rispetto agli altri.
Invece sul numero di aprile di Donna&Mamma, in edicola dal 24 marzo, c’è un articolo intitolato “Spiegatemi perché… certi studi confondono le idee” dove abbiamo preso in esame una serie “conclusioni” a dir poco discutibili e le abbiamo fatte commentare ai nostri esperti.
Che invitano a fare attenzione. Molti, troppi studi sono commissionati da chi ha interesse a far dire determinate cose.
Per tornare alla “novità” di cui parlavo all’inizio, se fosse vera, chi come me è nato negli anni 60 / 70 quando si sosteneva l’allattamento artificiale allora dovrebbe essere meno intelligente? E la genetica dove la mettiamo?
Un 8 marzo diverso
scritto da: Cristina De Grandisin Uncategorized
“Dai, vieni anche tu! Mangiamo, ci divertiamo. C’è la musica, un po’ di spettacolo… Bei ragazzi!”
L’invito arriva da un’amica insospettabile, non molto più giovane di me, che cerca di convincermi dicendo che “insomma, per una volta, basta con la seriosità!”.
Tantissime altre amiche, invece, domani saranno in piazza per far capire alla gente che non tutte le donne scelgono “scorciatoie” discutibili per realizzare qualcosa (ma cosa????) nella vita: la stragrande maggioranza di noi studia, lavora e fa fatica.
Io ho deciso che questo 8 marzo lo passerò in modo diverso. Vado a prendere mia mamma e me la porto fuori a cena. Perché? Perché ha avuto tre figli (e nessun aiuto in casa), ma ha sempre continuato a fare la maestra elementare con passione. Perché quando mio papà è morto e lei aveva 62 anni ha saputo ricostruirsi la vita. Perché non mi ha mai trattato in modo diverso rispetto ai miei due fratelli maschi. Perché fin da piccola il messaggio che mi arrivava, senza bisogno di tante parole, era: studia in modo da poter trovare un lavoro che ti piaccia e ti dia da mangiare. Perché mi ha insegnato soprattutto con l’esempio a impegnarmi con coraggio per ottenere quello che desideravo, senza paura di “rimboccarmi le maniche”.
Parleremo del più e del meno, probabilmente dei nipoti, magari mi ripeterà un paio di volte le stesse cose, io le risponderò come al solito con un po’ di impazienza e queste cose che ho scritto non gliele dirò, perché fra noi non ci sono troppe smancerie…
Ma per me sarà il modo migliore di festeggiare questa giornata.
E voi che progetti avete?
Piccole miss
scritto da: Cristina De Grandisin Uncategorized
Hanno pettinature elaborate, frutto di ore di seduta dal parrucchiere. Sono perfettamente truccate, vestite con abiti da gran sera e ammiccano sfilando sulla passerella. Per vincere devono essere perfette, muoversi con eleganza, sorridere sempre. Chi piange, naturalmente, è fuori.
L’età di queste miss? Dai 2 ai 6 anni.
E’ l’inquietante fenomeno che impazza in Usa, quello dei concorsi di bellezza per baby miss, intorno alle quali ci sono giri di soldi e interessi commerciali e pubblicitari che raggiungono cifre da capogiro.
Non credo che da noi esista qualcosa di simile, anche se qualche volta mi capita di vedere bambine in età di scuola materna già molto modaiole.
Cosa ne dite? Come vi comportate con le vostre figlie?
Un piccolo grazie!
scritto da: Cristina De Grandisin Uncategorized
“Bella la Bellucci, vero? Ma il mio amore sei tu” dichiara Morandi dal palco di Sanremo rivolto alla moglie. E Colin Firth, attore britannico candidato all’Oscar, ammette: “E’ mia moglie il segreto del mio successo!”,mentre il fascinoso Javier Bardem, neomarito di Penelope Cruz, già l’anno scorso a Cannes aveva dedicato a lei il premio: “Alla mia amica, alla mia compagna, al mio amore. Ti devo molto e ti amo molto”.
Ecco, non so voi, ma a me piacerebbe moltissimo che il mio compagno a volte mi ringraziasse! Anche solo, prosaicamente, quando gli sistemo nel cassetto mutande e calzini lavati, quando gli stiro le camicie o gli preparo il castagnaccio che lui ama tanto. Un “grazie” sussurrato fra le pareti di casa, mica in pubblico…
E, pensandoci bene, dato che mio figlio ha l’età per farlo, mi piacerebbe che mi ringraziasse anche lui, qualche volta, per tutto il fango che gli lavo via dalle scarpe da calcio, per tutte le volte che gli trovo magliette che lui non “vede” pur avendole sotto il naso….
Chiedo troppo?
La pazienza delle mamme
scritto da: Cristina De Grandisin Uncategorized
“Mamma, è stato terribile” sospira mio figlio di 19 anni esausto, sdraiato sul divano, dopo un pomeriggio passato a rincorrere il figlio di 15 mesi di amici. “Toccava tutto, correva dappertutto, apriva tutto… Ma anch’io ero così?”
Sì, Marco. Eri così anche tu. Tutti i bambini piccoli sono così, quasi tutti. Vogliono scoprire, vedere, toccare… Afferrano, rovesciano, buttano per terra. E’ il loro modo di imparare. E noi mamme dobbiamo avere pazienza, anche se a volte è davvero stancante.
Devo aggiungere, per amore di verità, che quando tu, Marco, eri piccolo e facevi così, a me, che ancora non lavoravo a Donna&Mamma / Io e il mio bambino e non sapevo molto di psicologia di bambini piccoli, qualche volta la pazienza scappava e con la pazienza mi scappava anche qualche urlaccio:::(((((
Mamme è meglio
scritto da: Cristina De Grandisin Uncategorized
Fai un figlio e diventi più energica, più concentrata, più affidabile, più eclettica, più “capace”. Lo afferma una scrittrice americana, sulla base di recenti ricerche, nel libro appena tradotto in Italia “Il cervello delle mamme”. E d è proprio così! Io sono d’accordissimo. Peccato che la maggior parte dei datori di lavoro non lo sappia!
Belli e intelligenti
scritto da: Cristina De Grandisin Uncategorized
No, non è giusto! Ci siamo sempre consolate, noi donne normali, pensando che in fondo le bellone, quelle che fanno girare la testa per strada anche ai nostri fidanzati / mariti, fossero in realtà meno intelligenti / simpatiche di noi. E adesso arriva uno scienziato dalla Gran Bretagna che ci dice che non è vero. I belli (e le belle) sarebbero anche più intelligenti.
E’ vero che lui è uno scienziato e a questa conclusione è arrivato dopo aver misurato il quoziente intellettivo e attrattivo di 52 mila inglesi e americani…
Però… a me sembra che chi è bello / a rischia più degli altri di cadere in una trappola: quella di abituarsi a non sforzarsi più di tanto per ottenere quello che vuole: gli basta “essere”. Una persona normale deve coltivare tante altre doti (umorismo, simpatia, inventiva, disponibilità…) che magari non c’entrano con la cifra del quoziente intellettivo, ma che spesso lo rendono più attraente di un bello e più intelligente, di un’intelligenza più completa, fatta anche di empatia e sensibilità.
Cosa ne pensate?
Maschio o femmina? Sorpresa!
scritto da: Cristina De Grandisin Uncategorized
“Non vuole saperlo!”
“…”
“Niente, capisci? Mi tocca aspettare fino a settembre!!”
“…”
“Morirò prima di curiosità….”
E’ la mia amica Laura al telefono che si lamenta. La figlia le ha appena annunciato che aspetta un bambino, ma che non vuole conoscerne il sesso prima che nasca.
E questo fa impazzire la mia amica che invece vorrebbe saperlo subito e aggiunge pensosa: “Anche un’amica di mia figlia, la stessa cosa. Vogliono che sia una sorpresa… Ma perché secondo te? Forse per conservare un po’ di mistero in una faccenda di cui si sa tutto subito fin nei minimi particolari grazie alla tecnologia?”
Non le ho saputo rispondere. Io ricordo che non stavo nella pelle: avrei voluto sapere subito se aspettavo un maschio o una femmina, subito insieme al test che mi diceva se ero incinta o no…
E voi? Rispondete al sondaggio.
La mattina di Natale
scritto da: Cristina De Grandisin Uncategorized
Vi siete mai alzate alle 5.30 d’inverno? Se vi è capitato sapete benissimo com’è buio, com’è freddo, com’è ancora “notte fonda” a quell’ora. Per anni, la mattina del 25 dicembre, mio figlio mi ha tirato giù dal letto proprio intorno alle 5.30, tanta era l’ansia di andare a vedere che regali gli aveva portato Babbo Natale. Me lo ricordo bene: non andava in salotto da solo, ma mi chiamava finché non mi alzavo e insieme, tenendoci per mano, controllavamo se sotto l’albero c’erano dei pacchetti che lui si precipitava a scartare. All’epoca non ero particolarmente felice di avere un figlio “allodola”, adesso che il tempo ha cancellato il ricordo del buio, del freddo e del sonno perso, ho in mente solo la tenerezza di quegli occhi meravigliati davanti ai regali, l’entusiasmo della scoperta, lo stupore di fronte al “mistero” di Babbo Natale…






